“Tu chiamale se vuoi emozioni” è un verso di una delle canzoni più famose di Lucio Battisti, in cui il cantautore indaga l’animo umano con i suoi sentimenti contrastanti. Con un gioco di parole mi piace definire “enozioni” tutte quelle sensazioni provate quando si gusta un vino e si impara qualcosa di nuovo attraverso la sperimentazione. L’innovazione che scaturisce dall’atto di sperimentare e di evolvere qualcosa di consolidato ma immutato, merita di essere indagata e approfondita.
L’ultima tappa del tour gourmet “Il Canelli e i colori del vino” tenutasi a Canelli – città natale e patria dello spumante italiano – è stata la consacrazione di un moto rivoluzionario iniziato nel 2001 di cui 22 aziende vitivinicole piemontesi sono state artefici. Se il Moscato d’Asti con i suoi circa 100 milioni di bottiglie vendute nel 2023 è tra i vini più bevuti al mondo, i produttori dell’Associazione Moscato Canelli sono andati oltre, decidendo di fare squadra per elevare gli standard qualitativi di un vino emblema del territorio astigiano. Grazie al percorso intrapreso dai viticoltori membri dell’Associazione e all’approvazione di un disciplinare stringente, nel 2023 il Moscato Canelli ha ottenuto il riconoscimento ufficiale di D.o.c.g. indipendente e ha festeggiato la sua prima vendemmia.

Una serie di brindisi ha accompagnato l’ultima tappa del tour gourmet Il Canelli e i colori del vino giunto alla decima edizione, e ospitata presso il ristorante Casa Crippa di Canelli. Una suggestiva cattedrale sotterranea nel cuore del centro storico di Canelli, non poteva che essere il palcoscenico ideale per la quarta cena conclusiva di questo giro culturale intorno al Moscato Canelli.


Casa Crippa è un ristorante a conduzione familiare, in cui tre giovani fratelli hanno seguito con entusiasmo le orme dei genitori. Anita e Dario sono sommelier e si occupano della sala, mentre Diego e il papà Riccardo sono gli chef, due anime contrapposte che propongono la propria idea di cucina; un mix di tradizione contemporanea piemontese, che rispetta ed esalta le tipicità del territorio. http://www.casacrippa.it
Il percorso enogastronomico proposto dalla famiglia Crippa è stato ideato con la collaborazione del sommelier e viticoltore Davide Canina titolare dell’azienda I Parcellari di Portacomaro (AT), insieme a Gianmario Cerutti dell’omonima cantina a Cassinasco (AT) e presidente dell’Associazione Moscato Canelli.

Il Moscato Canelli a tutto pasto? Lo ammetto, ero piuttosto scettica sulla totale riuscita degli abbinamenti con le portate salate, ma Davide Canina è stato capace di armonizzare tutti i vini delle varie annate alle proposte gastronomiche di Diego e Riccardo. Adesso però lascio parlare i piatti e i calici.

Il preludio di benvenuto, una voluttuosa girella con burro; che definirei burro al quadrato.

Il primo Canelli è il SiFaSol 2023 di Scagliola Giacomo di Canelli (AT). http://www.scagliolagiacomo.it
Tre deliziose e divertenti amuse-bouche: finto pomodorino, spuma di cipolle rosse con cialda di riso soffiato al curry, e biscotto alla nocciola ripieno di paté di fegatini. Sempre perfettamente abbinato il Canelli di Scagliola.

Il porro, re piemontese delle alliacee, qui brasato, con Castelmagno Dop e nocciole.

Davide Canina ha abbinato il Moscato Canelli 2021 di Castello di Canelli. Davvero interessante questo connubio tra i sapori forti del porro e del formaggio smorzati dalla dolcezza e dai profumi del Canelli made in Canelli.

Eccezionali questi ravioli piastrati ripieni di topinambour e robiola su brodo vegetale. Ottima consistenza della pasta e buon equilibrio dei sapori con il ciapinabò crunchy.
Credo che la sfida più ardua per un sommelier sia proprio abbinare un vino dolce a un primo. Qualcosa di estremamente eretico per noi italiani. Impresa riuscita egregiamente a Davide Canina con il Moscato Canelli 2018 di Merlino Piercarlo di Canelli.
http://www.merlinopiercarlo.com

Un altro primo, un fuori menu a sorpresa. Un risotto Vialone nano invecchiato al Moscato Canelli con limone, salvia e polvere di capperi. Un risotto in cui gli ingredienti, che sono tra i sentori tipici del Moscato, creano un’esaltazione vicendevole sorprendente. Un esperimento per l’occasione, ma da mettere assolutamente in carta!

Il secondo piatto è un inno alle nobili frattaglie. Ho adorato la scaloppa di fegato confit con crema di zucca, ristretto di cipolla e spuma di mela all’aceto.
Davvero entusiasmante il Moscato Canelli 2017 di Cascina Barisél. Pensare di bere un Moscato di 7 anni è incredibile. Ma lo è ancora di più percepire l’evoluzione e tutta la complessità che il tempo ha impresso sul profilo aromatico, in cui dominano sentori balsamici, di idrocarburi, agrumi canditi e frutta secca.
A conclusione di questo effervescente tour enogastronomico, un sorbetto di barbabietola con mousse allo yogurt e zucchero muscovado come pre-dessert e una panna cotta con gelato alle nocciole e caramello.
Un’altra chicca selezionata da Davide per bilanciare la dolcezza dei fine pasto. Il vermouth superiore di Moscato Canelli d.o.c.g. di Cà de Lion di Canelli ha sublimato l’esperienza canellese in un ristorante iconico.
Spero che questo reportage possa esservi utile per sviluppare un approccio nuovo nei confronti del Moscato. Perché grazie all’impegno dell’Associazione produttori Moscato Canelli di puntare alla qualità a scapito della quantità, anche noi consumatori potremo aumentare la nostra consapevolezza, aspettare qualche anno per goderci un calice, e lanciarci in abbinamenti insoliti e creativi.
Grazie a













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